10 cose da non dire se lavori con una donna

Da qualche tempo sto cercando di comprendere quali siano le frasi meno appropriate in azienda e che, a volte, le donne sono “costrette” a subire. Le professioniste con le quali ho parlato non costituiscono un campione scientifico, ma rivestendo ruoli di responsabilità e credo possa essere interessante sollevare l’argomento. Molte di loro mi hanno anche detto che ormai non ci fanno più caso, ma da questo a considerarla una modalità relazionale opportuna passa parecchia differenza.
Questo articolo potrebbe aiutarvi ad evitare “innocui” piccoli commenti che possono essere percepiti come inopportuni e degradanti soprattutto quando si lavora in contesti internazionali.

 uomo donna

  • 1. Al primo posto l’immancabile “sei in quel periodo?” frase di solito pronunciata da uomini in corrispondenza di comportamenti nervosi, goffi o semplicemente aggressivi. Se è la donna a citare questa fase del mese non è un problema, ma quando lo fanno i colleghi risulta particolarmente sgradevole. Unico vantaggio l’immancabile alleanza femminile che questa frase genera: tutte le donne infatti sono concordi nel considerare il fine oratore di sesso maschile una persona poco gradevole.
  • 2. Qualsiasi tipo di commento sessuale. Non solo allusioni sessuali e termini dispregiativi, ma qualsiasi allusione che possa far sentire la donna parte del “territorio maschile”. Nel nostro Paese questi elementi posso essere considerati giocosi e scherzosi, o forse le donne non li rimarcano per paura di essere additate come persone sgradevoli. Tenete presente che in altri contesti culturali vengono valutati come decisamente inopportuni e possono dar vita a sanzioni disciplinari.
  • 3. I termini pseudo affettivi come “tesoro”, “cara” che, in contesti intimi o amicali possono essere anche gradevoli, ma sul lavoro possono essere percepiti come sminuenti.
  • 4. Commenti sul peso, anche se positivi. A chi non piace ricevere complimenti? Il problema è che sul lavoro sentirsi dire “hai perso peso” o sei “particolarmente in forma” può richiamare scenari nei quali la competenza è secondaria rispetto all’aspetto fisico. A volte inoltre la gaffe si può nascondere dietro l’angolo visto che anche alcune patologie fanno perdere peso.
  • 5. Vuoi davvero la promozione? Come fai a gestire la famiglia? O ancora ma sei sposata? Forse sono sfortunata io, ma personalmente questa domanda me la sono sentita ripetere più volte. Per lavoro viaggio molto ed a volte anche i taxisti ritengono opportuno informarsi sul mio stato di famiglia, dando per scontato che la mia professione mi impedisca di avere una vita sentimentale appagante. Che io sappia ai miei colleghi di sesso maschile questa domanda non è mai stata posta.
  • 6. Sei fortunata perché sei una donna. Il sotto testo di questa affermazione di solito nasconde scenari di diversa natura. Può essere pronunciata riferendosi ad una sorta di trattamento di favore che agli uomini non è riservato. Può essere pronunciata per sottolineare che se di fronte ci fosse stato un uomo si sarebbe preso in considerazione uno scontro all’arma bianca e così via. Prego chiunque comunque prima di pronunciarla di dare un’occhiata alla situazione dell’occupazione femminile in Italia per verificare che razza di fortuna sia.
  • 7. Preferisco lavorare con te che con un uomo. Un complimento splendido in apparenza, ed in alcuni contesti è quasi il massimo che si possa ottenere. Il problema è che questa frase mette in evidenza un aspetto interessante: il metro di paragone è l’uomo non la donna e, per una donna, il massimo è essere come o meglio di un uomo.
  • 8. Hai gli attributi. Questa non la commento, in Italia sarà comunque, almeno per i prossimi 50 anni, un enorme complimento
  • 9. Dovresti essere più forte e più dura con i tuoi collaboratori (tradotto più virile). Questa frase nasconde un’idea univoca di leadership. Non che sia una tipologia di conduzione poco funzionale, soprattutto in settori a bassa specializzazione, ma credo sia ormai ovvio che non esista solo un modo per condurre un’azienda o guidare un gruppo di lavoro. Detto questo, provate a pensare alle donne che utilizzano un modello stereotipato di leadership maschile e provate a ricordare quali sono gli aggettivi riservate alle donne che adottano questo stile.
  • 10. Sei brava a fare questa cosa per essere una donna. Anche in questo caso la classifica dei generi è piuttosto chiara e il primo classificato risulta l’uomo. In ogni caso è sempre meglio evitare di rafforzare stereotipi datati, se non scortese è comunque poco elegante.

Per par condicio, e visto che anche agli uomini può capitare di sentire affermazioni fastidiose, credo che potrebbe essere interessante stilare anche una top ten al maschile e mi metto a disposizione per raccogliere le vostre suggestioni.

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