Da Manager a Coach: governare l’istinto interventista

Negli ultimi tempi sto facendo alcune analisi delle dinamiche relazionali all’interno delle organizzazioni e sempre più spesso mi trovo a riflettere sul ruolo del manager, su quali siano i nuovi bisogni a cui dovrebbe saper rispondere e quindi i nuovi strumenti che dovrebbe apprendere. Tra questi, ad esempio, si parla molto di potenziare le competenze di leadership emotiva e di empowerment.Definizione di empowerment

Ho iniziato così a fare una riflessione specifica rispetto al tema del manager-coach. Da diversi anni infatti si parla di questo tema e sono nati diversi corsi – più o meno brevi –  che invitano ad acquisire le competenze per passare da Manager a Coach.

Quando ho iniziato il mio percorso per diventare coach, ho sperimentato su me stessa quanto sia difficile passare da uno stato di “Capisco il tuo problema, so come aiutarti…. Ora te lo dico io come fare!” a “Sento quello che mi stai dicendo, verifichiamo insieme se è veramente il cuore del tuo problema, quali sono le tue resistenze e vediamo quale sarebbe per te il modo migliore  di affrontarlo”.

Già perché un coach non snocciola soluzioni, non ti insegna passo passo come fare per vincere la partita. Un buon coach deve prima di tutto potenziare la propria capacità di ascolto senza intridere il racconto col proprio vissuto.

Il coach, infatti, deve essere molto centrato sul suo ruolo per rimanere focalizzato sul coachee e non farsi guidare dalle proprie emozioni (fossero anche dovute ad empatia), non farsi influenzare dalle proprie esperienze precedenti che potrebbero fuorviarlo nella ricerca del cuore del problema.

Il coaching è come una bussola: aiuta il coachee a trovare l’orientamento per potenziare le sue prestazioni

Il coaching è una bussola

Spesso infatti, pensando di aiutare il nostro coachee, le domande che poniamo per inquadrare il problema possono diventare in realtà incalzanti e chiuse nell’intento – più o meno conscio – di guidare il coachee verso il problema che noi abbiamo intravisto e riconosciuto guardandolo con le lenti del nostro vissuto.

Il risultato reale, di cui rischiamo di non essere consapevoli, è che individueremo un problema/obiettivo che può essere distante dal reale “nocciolo della questione” del nostro coachee.

Questa eventualità è certamente un rischio forte quando ci troviamo di fronte ad un manager in quanto, nel suo ruolo, gli si chiede di individuare obiettivi e, spesso, dare le indicazioni su come raggiungerlo. Inoltre è responsabile del raggiungimento degli obiettivi da parte del proprio sottoposto e quindi anche del rispetto dei tempi. È evidente, pertanto, il contrasto tra l’ordinario ruolo del manager e l’approccio che deve avere un coach.

Quindi, perché mai un manager dovrebbe cambiare completamente il suo approccio? Il coach ha la grande responsabilità di aiutare il coachee a comprendere la natura degli ostacoli che gli impediscono di raggiungere gli obiettivi nei tempi e nei modi ottimali, permettendogli di focalizzare le proprie aree di miglioramento e trovare una propria strategia per risolverle.

Se nel breve periodo questo potrebbe implicare un allungamento dei tempi, nel lungo periodo invece apre ad un cambiamento pemanente del coachee e quindi ad uno sviluppo delle competenze che diventa reale patrimonio personale.

Insomma la differenza che otteniamo è quella che corre tra raggiungere quell’obiettivo usando la soluzione/approccio del capo e imparare ad affrontare quel tipo di situazioni (sempre) usando la propria soluzione.

Il coah lavora per migliorare le performance non in una partita ma in tutte

Come fare quindi concretamente per allenarsi come coach ed evitare di commettere questo errore?

Il modo migliore è misurarsi come coach avendo un osservatore che, a fine sessione, ci restituisca un feedback per diventare consapevoli degli errori che commentiamo.

La consapevolezza, infatti, è il primo passo da fare per allenarsi a riconoscere quegli “inneschi” e atteggiamenti che ci fanno scivolare verso una direzione non corretta.

Se sei interessato ad approfondire il tema puoi scriverci alla mail people@peopletrezero.com. I nostri coach potranno rispondere alle tue domande.