Elogio del basso profilo

Navigando nel mondo della motivazione si possono trovare molti libri ed alcuni sono una vera e propria fonte di ispirazione. Altri testi, soprattutto quelli prodotti da scrittori statunitensi, ma non solo, riescono addirittura a mettere in fila dieci regole per motivarsi e motivare e, nel frattempo, prendere in mano la propria esistenza. E’ tutto meraviglioso e bellissimo, ma in quanto ad utilità pratica lascia a desiderare.

Le massime del basso profilo

Ho pensato quindi, dopo diversi anni passati a convincere le persone a fare e dare il massimo, di elencare alcune frasi che mi sento ripetere spesso in aula:

  • Ma chi te lo fa fare
  • Lascia perdere
  • Attacca l’asino dove vuole il padrone
  • Si è sempre fatto così
  • Non metterti contro la direzione
  • Se vuoi far carriera abituati a dire di si
  • Ma cosa ci guadagni

Ovvio che potrei andare avanti per ore a citare queste perle di saggezza aziendal-popolare. Tuttavia il punto non è costruirne un elenco preciso, ma il comprendere perché queste frasi suscitino approvazione e vengano considerate estremamente sagge. Il dubbio (chiamiamolo così) che nascondano un minimo di strategia auto-conservativa a me è venuto più di una volta.

Ci sono aziende nelle quali essere proattivi, propositivi, creativi e tutto quello che finisce in ivi, viene interpretato come patologico e trattato come tale. Ed è ovvio che in queste aziende la tentazione di legare l’asino dove vuole il padrone possa essere non solo forte, ma sintomo di un’intelligenza sociale che fa leggere in modo adeguato il contesto. Pensando a questo mi viene in mente una storiellina, che i formatori conoscono, ma che spesso evitano di usare.

La storia dell’incendio nella foresta

Nella foresta scoppia un incendio e tutti gli animali fuggono dal fuoco. In testa il poderoso elefante, che con le sue zanne crea un sentiero per tutti gli altri. Mentre fuggono, gli animali incontrano un pettirosso, che invece vola verso l’incendio. L’elefante si blocca e gli dice: “ fermati, stai sbagliando direzione, stai andando verso le fiamme”, ma il pettirosso trattenendo una goccia d’acqua nel becco replica “ lo so, ma voglio dare il mio contributo”.

E’ chiaro che un incendio non possa essere domato con una goccia d’acqua, è chiaro che spesso quando siamo in un’azienda muoversi in senso contrario alla cultura informale di riferimento, non sia sempre una buona idea, ed è chiaro anche il pettirosso non ha fatto una bella fine. Se ci fermassimo a questa riflessione, le frasi che ho elencato per punti sarebbero effettivamente un indice chiaro di intelligenza e saggezza, aziendalmente parlando, ma esiste un ma.

Le persone che interpretano e vivono le massime del basso profilo, hanno anche la forza di far sentire stupido chi fa qualcosa di diverso, sono altamente contagiose. Chiedo però a chi sta leggendo queste poche righe: vi sembrano felici?

Responsabilità nell’azienda monolite

Altro elemento che io trovo interessante: l’azienda è un monolite astratto e permette di distribuire responsabilità diffuse evitando di attribuire responsabilità personali, qualcosa del genere a “è il sistema che non funziona”. Il sistema del mio mondo è fatto di persone o almeno di settori.

Cominciamo a individuare chi è il responsabile del basso profilo: il capo? L’Ufficio Personale? Il cda? L’ufficio X? Il collega? L’organizzazione del lavoro? Noi? Distribuite (fatto 100 il totale) le percentuali di responsabilità, ma non dimenticatevi di voi stessi.

Per aiutarvi vi darò un indizio. Ponetevi questa domanda: è la stessa cosa passare una giornata lavorativa con un collega che ammirate e che ha un buon carattere, piuttosto che con un collega che non ammirate e con un brutto carattere? Se la risposta è si, non vi molesto più. Ma se la risposta è negativa, allora forse il contributo che ognuno di noi può dare è più rilevante di quello che siamo abituati a pensare.

Le terza via

Esiste una terza via tra il basso profilo e l’avventatezza del pettirosso ed è quella che passa per il rispetto che ognuno di noi deve a se stesso, indipendentemente dall’ambiente nel quale opera. Avere cura del proprio tempo di lavoro facendo il possibile anche quando l’azienda sembra schizofrenica, spetta a noi. Solo che trattandosi di un comportamento positivo risulta molto meno “infettivo” di un comportamento negativo.

People3.0 si propone alle imprese come un partner con esperienze specifiche, un team che, grazie ad interventi di temporary management, di consulenza e di formazione del personale, rende possibile l’avviamento rapido di un progetto e l’acquisizione progressiva di autonomia nella gestione aziendale.