Il brand parte dal logo design

Non esiste brand di successo che non abbia alla base un logo efficace, ma il logo come nasce?

Logo Design

Mi occupo di brand design e logo design ormai da moltissimi anni al punto da essermi talvolta sentita affibbiare il simpatico appellativo di “logologa“, ma non mi sono mai ritrovata a raccontare quale processo creativo seguo per creare una nuova immagine aziendale o di prodotto. Stupidamente ho sempre pensato che non interessasse a nessuno e che, questo, facesse parte di quei “segreti del mestiere” da custodire gelosamente.
In realtà non esistono segreti, ma solo passione ed esperienza ed il tocco artistico di chi fa questo lavoro con dedizione e professionalità.

Partiamo dalla giusta definizione. Che cos’è un logo?
Il logo è sostanzialmente un’immagine che definisce il modo in cui un’azienda o un prodotto viene percepito dall’esterno.
Ora, premesso che ogni immagine ha una storia a se, ci sono regole comuni molto importanti da seguire e anche molto diffuse.

1) Il logo deve essere SEMPLICE ma non semplicistico.Logo semplice
La nostra mente è fondamentalmente pigra, bombardata da mille stimoli. Se le sottoponiamo una immagine complessa, lunga da memorizzare, avrà maggiori difficoltà, talvolta anche un rifiuto vero e proprio. Meglio puntare sulla semplicità e la pulizia ma (e questa la parte un po’ più difficile da realizzare) con qualcosa di caratteristico, unico e distintivo.

 

2) Il logo deve essere VERSATILE Logo-Versatile
Nel corso degli anni i mezzi sono cambiati ma certe regole restano intramontabili: se si vuole ottenere una buona brand awareness il logo deve essere percepito allo stesso modo ovunque esso venga applicato.

3) Il logo deve essere APPROPRIATOLogo appropriatoPrima di progettare è importante capire a chi si rivolge per poter dare un messaggio adeguato e nello stesso tempo coerente con quello che offre l’azienda.

4) Il logo deve essere RIDUCIBILE Logo riducibile
Per avere massima efficacia un logo deve essere riconoscibile anche se fortemente ridotto, questa caratteristica lo rende leggibile anche in movimento o in condizioni di scarsa visibilità.

 

Ma come si definisce l’idea?
Penso che ogni designer abbia il proprio metodo.
Il mio parte dalla definizione di uno STILE.
Durante la fase di briefing con il cliente, cerco di percepire lo STILE che più gli si addice, da lì parte la mia ricerca. Un secondo importantissimo elemento che cerco di rilevare dal briefing è il CONCETTO CHIAVE, ovvero: quale concetto deve trasmettere l’immagine? Chi guarda questo logo cosa deve percepire?

Una volta individuati stile e concetto, inizia la fase che io chiamo “di riscaldamento” che consiste nella produzione su carta, o su desktop, di tutte le idee possibili, anche di quelle che possono sembrare le più stupide o assurde (di solito sono quelle che danno maggior soddisfazione). Una volta terminato questo “delirio creativo”, ritorno al razionale individuando, con severa freddezza, tre potenziali ipotesi su cui lavorare.
Le tre ipotesi vengono poi affinate, modificate, cambiate, trasformate, corrette, migliorate, rettificate, ritoccate, rivoluzionate… ed infine stampate su carta ed appese davanti ai miei occhi.
Dopo questa operazione, faccio una pausa.
La pausa mi serve per distogliere la concentrazione dalle immagini, per provare a calarmi nei panni di chi la dovrà percepire.
È un processo delicato e difficile, ma necessario per capire se le proposte sono pronte per essere sottoposte al cliente.
Raramente, ma a volte capita, nessuna delle idee risulta idonea e si deve ricominciare tutto da capo!
Paradossalmente, le poche volte che è successo, sono nate le mie immagini migliori.
Molto più spesso, solo una delle tre idee non supera l’ultimo “esame”, in questo caso mi rimetto al lavoro per trovare nuove soluzioni.

Dopo questo lungo processo le proposte vengono sottoposte per la scelta al cliente.
Non è più una regola indispensabile ma, per una mania personale, cerco sempre di presentare immagini che possano essere ben riprodotte in bianco e nero ed anche al tratto (senza sfumature).

È importantissima la presentazione dei layout

Attenzione: il cliente deve SAPERE come si è arrivati alle immagini, deve quindi CAPIRE il perché di un determinato stile e il perché del concetto trasmesso. La scelta non va mai forzata, il logo è come un abito, deve calzare a perfezione e chi lo indossa deve sentirsi bene fin dal primo momento e, quando succede, ci si sente ripagati di tutti gli sforzi creativi compiuti!

Diverso invece il processo di restyling di un logo esistente, ma di questo ne parleremo in un prossimo post.

Per ogni chiarimento, informazione o approfondimento sul tema del brand desig, non esitate a contattarmi a questa mail: info@peopletrezero.com.