Il contatto mobile con il cliente: il web e le app

Il web e le app mobiliOggi è il grande giorno!
Per chi ancora non lo sapesse, a partire da oggi, martedì 21 aprile 2015, Google premierà nei risultati di ricerca i siti mobile friendly.

Un evento che spero non vi abbia colti impreparati, anche se oltreoceano c’è già chi parla di “Mobilegeddon”!
Già da qualche tempo, effettuando una ricerca tramite il motore di Mountain View con i nostri cellulari o tablet, era possibile identificare i risultati più facilmente consultabili da dispositivi portatili, ma con oggi cambia tutto e parte una “penalizzazione” nel posizionamento naturale.

Abbiamo già parlato più volte, in passato, dell’importanza di disporre di un sito mobile (obiettivo raggiungibile in diversi modi: implementando una full responsiveness delle pagine o indirizzando automaticamente gli utenti verso un dominio di terzo livello del tipo m.miosito.it sono tra i più gettonati), di quanto questo migliori l’esperienza utente e di quanto si riveli un fattore critico di successo per determinati target di audience.

Grazie all’innovazione introdotta da Google vorrei considerare questa parte come assodata, nel senso che non esiste alternativa e quindi è obbligatorio adattarsi.

L’argomento su cui vorrei invece focalizzare l’attenzione oggi, è quello del variegato mondo delle applicazioni.

Iniziamo con un po’ di numeri

Cercando di essere meno noioso possibile, vi propongo quest’infografica pubblicata allo IAB Forum da Audiweb (fine 2014).

uso del web da dispositivo mobilePer sottolineare l’importanza del pubblico mobile infatti, anche Audiweb ha iniziato a differenziare il traffico internet veicolato attraverso i dispositivi mobile da quello dei Personal Computer. Due dati saltano subito all’occhio: più della metà degli utenti fino ai 34 anni naviga esclusivamente tramite cellulare, così come, più della metà del tempo speso online, viene veicolato attraverso le app.
Lascio ai lettori ulteriori approfondimenti, si tratta di dati facilmente reperibili online (la fonte è nell’immagine)

Questi numeri potrebbero spingere l’imprenditore frettoloso a trarre una facile conclusione: mi faccio fare l’app.

A chi serve un’app?

La domanda si presta a due interpretazioni!

Prima interpretazione: per quali aziende può risultare utile sviluppare una propria applicazione mobile?
La risposta è, potenzialmente, a tutte. Si tratta di gestire un canale di contatto con i propri clienti che finora non è mai stato gestito, e del quale avremo il pieno controllo. Potremo ottenere diversi risultati ed informazioni utili per sviluppare il nostro business, fidelizzare i clienti ed altro ancora.
Ma, per sviluppare un’app di successo, è necessario prima farsi una domanda: quale bisogno dell’utente può soddisfare un’app con il mio brand o prodotto al centro?
È ormai chiaro che qui risiede uno dei fattori critici del successo di un investimento che, come in molti altri casi, spesso viene sottovalutato in valore (non si tratta di poche migliaia di euro) ed in durata (l’orizzonte non può essere fissato nel breve termine). Gli app store Apple, Android e Windows sono pieni di app senza capo né coda e non mi riferisco a considerazioni tecniche, ma semplicemente all’utilità che queste hanno per l’utente. Se non sono in grado di definire quale sarà il punto di contatto tra il mio brand e il consumatore e a disegnare intorno a questo un’esperienza d’uso accattivante, molto probabilmente fallirò nel perseguire il mio obiettivo.
Ed è proprio questa la seconda interpretazione della domanda di cui sopra: a chi può servire un’applicazione che parla di me?

Caratteristiche immancabili

Come nel caso di una corretta attività di Social Media Marketing, la bidirezionalità della comunicazione è un aspetto importante che può decretare il successo del nostro progetto. Un applicazione che permetta di “vivere” il contatto con il brand in modo utile per l’utente finale, ad esempio fornendo informazioni, gamification, stimoli alla condivisione, è destinata a ottenere riscontri positivi e ad incrementare la community di riferimento. Al contrario, un’app che parla solo di quanto siamo bravi e buoni senza “calare” il brand tra gli utenti rimarrà il classico caso di “record di caduta nel dimenticatoio”.
Ragionando da utente: a che serve un’app che mi geolocalizza i punti vendita che trattano il mio prodotto? Fa qualcosa di più di quanto non faccia già un normale sito web? Vale la pena di affrontare un investimento, giusto per “esserci”?

É chiaro che non siamo tutti Amazon, Facebook o Google, quindi le fasi di definizione del target e di individuazione dell’uso dell’app sono estremamente delicate e vanno affrontate con il supporto di esperti del settore, che sappiano aiutare l’imprenditore ed il suo management a capitalizzare la loro esperienza valorizzandola in un settore estremamente rapido e nuovo per molti. Contatta People3.0 per ottenere maggiori informazioni, il mio indirizzo è mario.david@peopletrezero.com

Immagine di Jason Howie utilizzata secondo la Licenza CC 2.0.