IT e qualità professionale

In un articolo precedente sono state presentate le certificazioni delle professionalità, sia interne ad Ordini Professionali, sia non, introdotte con la legge 4/2013. In questo articolo parleremo dell’importanza di una professionalità qualificata e dimostrabile nel contesto della tecnologia dell’informazione o information technology (IT), che ormai è strumento fondamentale per le nostre vite.

Metropolitana automatizzata di TolosaL’IT ed i servizi resi possibili da essa ormai pervadono le nostre vite. Per meglio capire questo concetto immaginiamo una giornata normale di lavoro dove siano previsti degli spostamenti. Ci svegliamo, probabilmente grazie alla funzione sveglia del nostro smartphone (che è, fondamentalmente, un computer). Accendiamo la luce, che accettiamo come un dato di fatto, dimenticando che le reti di trasporto dell’energia sono ormai controllate da computer. Ci laviamo, grazie all’acqua fornitaci da un acquedotto, anch’esso quasi sempre controllato da computer. Ci rechiamo ad una stazione guidando la nostra auto, la cui centralina è, de facto, un altro computer, magari guidati da un navigatore (altro computer). Saliamo su un treno in cui i sistemi di condizionamento ambientale sono controllati da computer (almeno in alcuni casi). In alcune città (Brescia, Milano) la metropolitana stessa è guidata, su alcune tratte, direttamente da computer. Leggiamo le notizie sul nostro smartphone o tablet grazie a reti di computer. Preleviamo contanti o facciamo pagamenti con un bancomat attraverso una rete di computer. Al lavoro, sia in un ufficio, sia in un reparto di produzione, useremo più volte un computer od un apparato contenente un computer per le nostre operazioni quotidiane. Se dobbiamo sottoporci ad un esame medico, nella maggior parte dei casi questo sarà eseguito attraverso un apparato elettromedicale che contiene un computer. Se vogliamo prenotare un viaggio, quasi sempre lo faremo tramite una rete di computer.

Questa è già la situazione di oggi. Le proiezioni sul futuro ci dicono che, entro 10 anni, vivremo immersi in una rete “ad interconnessione totale”, la cosiddetta “Internet di ogni cosa” o “Internet of Everything” (IoE).
Grazie ad essa ad esempio, attraverso dispositivi evoluzione dei nostri smartphone, saremo in grado di controllare a distanza le nostre case, di effettuare direttamente acquisti e pagamenti, di monitorare le nostre condizioni fisiche e di spedire i dati raccolti ad un centro medico ottenendo in breve tempo un messaggio con la diagnosi. Nelle nostre case il frigo sarà in grado di controllare stato e data di scadenza degli alimenti, di segnalarcelo o di inviare in autonomia un ordine di acquisto. Le auto saranno in grado di comunicare tra loro, segnalando in anticipo la presenza di un ingorgo nel quartiere vicino ed allertando i conducenti sulla necessità di trovare percorsi alternativi.

Possiamo quindi affermare che la nostra società esiste anche grazie alle reti di calcolatori.  L’IT è quindi una risorsa critica, un pilastro fondamentale del nostro modo di vivere. E lo sarà sempre più domani, anche per via della necessità di ottimizzare consumi energetici.

Ma quanto funziona al meglio la risorsa IT? Quanto siamo al riparo da un black-out informatico che porti con se il blocco di servizi fondamentali come l’erogazione di energia elettrica? Tralasciando scenari apocalittici (ma non impossibili) oggetto di film e racconti come questo, esistono tanti episodi che ci dimostrano che i sistemi attuali non sono così “robusti” come si crede di solito. Ad esempio, possiamo consultare la “Galleria dei disastri” per capire quanti episodi più o meno gravi si sono verificati negli ultimi anni.

Come possiamo aumentare il livello di sicurezza e ridurre il rischio di blocco di servizi vitali o comunque molto importanti? Dobbiamo sempre ricordare che un sistema IT è formato da tre parti fondamentali:

  • le componenti tecnologiche (reti, hardware, software)
  • le persone
  • le procedure di creazione, gestione e manutenzione, evoluzione delle componenti tecnologiche nel corso del loro ciclo di vita operativa

Quindi i sistemi IT hanno al loro interno una catena di tre componenti.
E, se uno dei componenti è debole, la catena intera sarà debole e non potrà garantire il funzionamento ottimale del sistema. In passato, le procedure sono state ampiamente oggetto di standardizzazione (ITIL, COBIT, ISO 27000, TOGAF, RUP…). Le persone diventano quindi la differenza fra il massimo ottenibile e quanto effettivamente si può ottenere a parità degli altri componenti. E per valutare la qualità delle persone a livello europeo è stato creato l’E-Competence framework, che descrive 23 profili professionali, ognuno con una precisa mappa di skill e competenze che deve possedere per svolgere al meglio il proprio compito entro il gruppo di lavoro di un sistema IT. Anche l’ente di normazione italiano (UNI, attraverso la sua divisione IT UNINFO) ha recepito ed ufficializzato tali profili.

La presenza di persone qualificate sia nella fase di esercizio, ovvero di funzionamento quotidiano di sistemi esistenti, sia nello sviluppo di applicazioni e nuove parti di sistemi ha inizialmente un costo superiore, ma si ripaga ampiamente nel tempo, con un abbattimento dei costi di esercizio e una riduzione dei danni economici dovuti alle interruzioni del servizio stesso.

Abbiamo visto quanto ormai l’IT sia fondamentale per la nostra vita e la nostra società. Sta a noi, utenti fruitori di servizio, usando la nostra forza di acquirenti e di cittadini, fare sì che realizzare e mantenere funzionanti applicazioni e servizi IT non sia qualcosa unicamente soggetto alle leggi del mercato (e quindi, troppo spesso, alla politica del minor costo possibile). Al contrario, deve essere garantito che, in un insieme di processi regolamentati e conformati a modelli di comprovata efficacia, su tecnologie soggette a test e collaudi, operino le persone con una preparazione adeguata e certificata. Ne va della nostra vita futura.

Se vuoi approfondire i temi della certificazioni delle professioni in ambito IT, puoi contattarci all’indirizzo mail: certificazioni@peopletrezero.com.