La convergenza digitale, quali scenari si aprono?

Convergenza digitaleIn un articolo precedente è stato presentato lo scenario, odierno e del prossimo futuro, che la tecnologia dell’informazione e comunicazione o information & communication technology (ICT) sta rendendo possibile nella nostra vita quotidiana. Ed è stato evidenziato quanto importante sia il ruolo dei professionisti che si occupano, in vari ruoli, della progettazione, realizzazione, organizzazione e gestione dei sistemi ICT dietro la nostra società.
In questo articolo, cambiando punto di vista, esaminiamo lo scenario dal lato del business e delle azioni dei grandi attori del mercato.

Negli ultimi 10 anni sono avvenute diverse “rivoluzioni” tecnologiche ed organizzative che consentono di collegare fra di loro settori prima completamente disgiunti, creando uno scenario unitario di convergenza digitale che investe sia la vita personale e sociale degli individui, sia il mondo delle aziende.
I punti fondamentali di questo scenario digitale sono:

  1. Internet come piattaforma comune di comunicazione, estesa a tanti dispositivi diversi tra loro
  2. I social media, con la loro interattività, le relazioni sociali che incorporano e la mole di informazioni su abitudini, opinioni, scelte di prodotti che contengono
  3. Il mondo dell’infotainment (contrazione dei termini information e entertainment), quindi di informazione ed intrattenimento, sempre più integrato con Internet e i social media
  4. I canali di vendita e-commerce e di interazione fra cliente ed azienda fornitrice di prodotti e servizi, anche esso interno ad Internet e legato ai social media
  5. Le reti ed i terminali mobile (smartphone, tablet…), che hanno reso accessibile la rete Internet praticamente da ogni luogo e attraverso dispositivi più facili da usare dei PC
  6. La diffusione di tecnologie produttive facilmente riconfigurabili e disponibili a costi sempre più bassi (stampanti 3D, macchine a controllo numerico di ultima generazione…) e integrabili in rete
  7. L’avvento degli smart device, dispositivi con funzionalità avanzate e integrabili in rete (solo per citare alcuni esempi: smart meter per la telelettura di consumi elettrici, idrici ecc…, elettrodomestici in grado di segnalare autonomamente guasti ai centri di controllo dei produttori, smart TV con dentro PC per usufruire di tutti i servizi di Internet, sistemi di monitoraggio ambientale e personale, auto in grado di segnalare ingorghi ecc…)
  8. L’avvento dei sistemi cloud, ossia la concentrazione di servizi di calcolo in pochi data center, accessibili attraverso la rete e con costi enormemente inferiori alle strutture precedenti interne alle aziende
  9. La realizzazione, entro sistemi cloud, di grandi banche dati, che raccolgono moli di dati enormi, eterogenee e le analizzano per estrarne informazioni utili (spesso indicate con il termine Big Data)
  10. L’avvento di nuovi sistemi di analisi, in parte basati su strumenti di intelligenza artificiale, in grado di costruire autonomamente correlazioni e di trasformare i dati grezzi, raccolti da strumenti come quelli descritti ai punti precedenti e collezionati entro basi di dati in cloud, in informazioni e conoscenza utile per il business.

Lo scenario digitale che si prospetta è molto interessante. In base al mio comportamento nella rete, un fornitore di servizi può conoscere a fondo quelle che sono le mie necessità e personalizzare l’offerta sui miei bisogni reali rendendomi un cliente molto soddisfatto, che probabilmente proclamerà questa sua soddisfazione sui social media aumentando la reputation positiva del fornitore di servizi.

internet of things Diventa quindi possibile il marketing one-to-one già teorizzato nei primi anni 2000. Ma fermiamoci un attimo a riflettere su cosa significa questo, attraverso alcuni esempi:

  1. La misurazione remota del consumo elettrico permette alle aziende fornitrici di capire con ottima approssimazione quali elettrodomestici vengono usati in una famiglia e quando
  2. La centralina della lavatrice registra tutti i bucati fatti e con buona approssimazione anche che tipo di biancheria è stata lavata; se è connessa alla rete questi dati possono essere inviati al produttore
  3. Uno scenario simile vale per il frigorifero che potrà nel prossimo futuro registrare tutti i nostri consumi alimentari
  4. L’auto registra i nostri spostamenti e le nostre abitudini alla guida e li potrà trasferire al produttore
  5. I dati provenienti da diverse fonti possono essere correlati con quanto noi, volontariamente, pubblichiamo sui social media e contribuire a creare un profilo molto attendibile di noi.

In sostanza, quindi, diviene possibile conoscere chi siamo attraverso il nostro comportamento, attraverso la nostra interazione con tutti questi dispositivi di cui siamo solo in parte consapevoli. Questo spiega chiaramente gli enormi profitti di attori principali di Internet come Google e Facebook e perché tanti altri attori del mercato ICT come, per esempio, IBM, SAP, Oracle, stanno da tempo investendo enormi cifre per entrare in alcuni dei pilastri dello scenario sopra descritto.
Il disporre di conoscenza, da un lato, offre possibilità molto positive: la correlazione di dati permette di prevenire incidenti e di premiare comportamenti virtuosi come, ad esempio, il rispetto dei limiti di velocità, di scoprire problematiche di salute prima che queste si verifichino, di migliorare la qualità della vita. Ma non dobbiamo dimenticare che tutti questi dati vanno in mano a grandi attori del mercato e che la legislazione non è assolutamente aggiornata riguardo al loro uso (ed eventuale abuso). Per questo è necessaria una crescita di consapevolezza da parte di tutti, ottenibile attraverso una adeguata formazione. Ed è necessario che il legislatore tenga conto del parere di esperti del tema, di adeguata e garantita professionalità, terzi ed indipendenti rispetto ai grandi attori, e meglio se sottoposti a codici etici.