Quando un film ci aiuta a “leggere” la realtà. Il multitasking

Quante volte un film è riuscito a coinvolgerci al punto da immedesimarci in uno dei personaggi o in una parte della
trama?

E quante volte è capitato di soffermarci a pensare “interessante… non ci avevo pensato”?

Il film, proprio per la sua capacità di farci vivere delle situazioni e permetterci di analizzarle in modo imparziale, viene spesso utilizzato anche dai formatori.


Sono diversi i film che ho amato e che trovo capolavori per la loro capacità di attivare riflessioni.

Certamente Matrix è tra quelli che mi hanno affascinato di più: una finta realtà, in cui gli uomini vivono inconsapevolmente, costruita ad arte per distrarli, mentre tutte le loro energie vitali vengono assorbite.

Il messaggio che ci trasmette è che si vive in un’illusione da cui possiamo risvegliarci: ma quale illusione stiamo vivendo?

Ogni giorno siamo sottoposti a milioni di stimoli che vengono registrati nel nostro inconscio e di cui solo una parte viene processata razionalmente in funzione delle attività cui stiamo prestando attenzione. Quello che oggi accade è che la selezione lascia passare un numero maggiore di stimoli, come richiesto dal moderno modo di lavorare e di vivere.

Questa condizione è stata chiamata multitasking (*), ovvero la capacità di gestire più cose contemporaneamente e, per molto tempo, ci è stato venduto come una capacità necessaria per essere un best performer. Diverse sono state le leve usate:

  • riuscire a portare a compimento più attività contemporaneamente indica maggiori capacità personali.
  • le donne hanno innata capità di portare avanti più impegni contemporaneamente (e un uomo non può essere da meno)
  • quando una persona è davvero importante, la sua organizzazione le mette a disposizione la migliore tecnologia (status symbol) affinchè possa agevolmente essere aggiornato (e reperibile)

matrix_smallE così ci siamo lasciati sedurre entrando piano piano e volontariamente nell’illusione: la nostra trappola.
Una trappola che impegna le nostre risorse intellettuali, molto più di quanto avveniva nel passato e che contribuisce ad aumentare il livello di stress.

Più aumenta lo stress e meno sensibilità abbiamo per quanto non rientri nel nostro target, ovvero i dettagli di quanto avviene attorno a noi.

Paradossalmente più cose facciamo e meno tempo (energie) abbiamo per osservare questi particolari:

  • un’espressione del collega o di nostro figlio, che indicano una richiesta silente di aiuto
  • i segnali di un potenziale problema che decidiamo di ignorare perché non abbiamo spazio per gestire un rischio solo potenziale
  • i segnali del nostro corpo che ci dicono quando qualcosa non va.

A ben vedere tutto questo quindi non si chiama multitasking ma distrazione (dalla realtà) ed è in pratica una  disfunzione dell’attenzione.

Ma dove porta tutto ciò? Di fatto, senza rendercene conto, chi esercita professioni intellettuali, dove la mente è al centro nell’80% del tempo di veglia, rischia più di altri di perdere il contatto con una parte della realtà e vivere nel mondo dei pensieri e delle convinzioni. Senza rendercene conto rischiamo di chiuderci nel nostro Matrix personale.
Ci illudiamo che la nostra interpretazione, a volte frettolosa, sia la verità, o peggio ancora che le nostre proiezioni (film mentali) siano la realtà.

Ma siete pronti a ri-scoprirla per quello che è? Siete pronti a prendere la vostra pillola rossa?

Purtroppo la pillola rossa esiste solo nei film: per risvegliarci occorre impegnarci un po’ di più ma la buona notizia è che abbiamo tutti gli strumenti per farlo.
Dobbiamo ri-abituarci a vedere i dettagli, imparare a leggerli e quindi allenare la nostra capacità di attenzione e focalizzazione.
Il secondo step, poi, è la conoscenza dei fattori che ci permettono di leggere quanto ci circonda.

Sta per uscire al cinema un film d’animazione che contiene molti spunti interessanti e che vi invito a mettere nella vostra short list delle pellicole da vedere.
Si tratta di Inside Out: la storia descrive – attraverso il racconto della vita di una bambina – come funzionano cervello ed emozioni.

Il progetto è stato realizzato in diretta collaborazione con Paul Ekman, uno dei massimi esperti dei meccanismi emozionali e delle forme di espressione. (Abbiamo già parlato di lui in questo articolo).

Basta guardare pochi frames del film per poterne apprezzare i contenuti.

 

 

Chi desidera andare in profondità con la ricerca della pillola rossa, ha diverse strade tra cui scegliere. Tra queste People3.0 offre corsi di bilanciamento emotivo e mindfulness finalizzati ad acquisire competenze per:

  • migliorare i livelli di attenzione verso sé, verso gli altri e verso il mondo esterno
  • riconoscere i propri stati emotivi
  • aumentare la capacità di gestire le reazioni in modo ragionato e non istintivo
  • riconoscere i segnali emotivi nel nostro interlocutore
  • aumentare il proprio benessere

Se hai letto fino a qui probabilmente qualcosa ha catturato la tua attenzione forse stai cercando la tua strada o semplicemente vuoi conoscere meglio alcuni meccanismi. Se vuoi approfondire la nostra proposta, scrivici senza impegno a formazione@peopletrezero.com. Saremo lieti di rispondere alle tue domande.

(*) Per approfondimenti sul tema, consiglio gli articoli su “La sindrome del colibrì”.