Team di successo: tra falsi miti e nuove ricerche

Che cosa contraddistingue un team di successo? Su quali aspetti puntereste per raggiungere il livello di performance desiderato? La maggior parte dei responsabili che ho incontrato e che non erano soddisfatti delle performance del loro team evidenziavano aspetti legati alle scarse capacità dei singoli. Sulla carta questo ragionamento non può che essere condiviso, ma nella realtà o meglio nella mia esperienza ho visto team che non avrei mai voluto guidare, che hanno performato in modo incredibile. Quale spiegazione dare a questo fenomeno esoterico? Chiamare in causa la fortuna, attribuire il merito ad incredibili capacità di leadership o rischiare di colpevolizzare una timidezza pregressa dei componenti nel mostrare le proprie doti? Cosa ha portato ad un risultato inatteso e soprattutto è riproducibile la formula del successo?

La comunicazione all’interno del team

Una risposta è stata data da Alex Pentland direttore del Human Dynamics Laboratory del MIT (clicca qui per leggere l’articolo) e dal suo team che ha sviluppato uno studio a mio avviso molto interessante. Il gruppo di lavoro di Pentland si è focalizzato sugli aspetti della comunicazione del team e l’ha fatto perché si è accorto che il modo di comunicare del gruppo di lavoro e il successo dello stesso sono intrinsecamente legati. In assoluto questa sembra un’affermazione banale, ma se a questo si aggiunge che tutti gli altri fattori del team (competenze di chi ne fa parte, leadership, quoziente intellettivo dei singoli ecc.) risultano aspetti secondari, forse si comprende l’importanza dell’analisi di Pentland. Utilizzando dei rilevatori elettronici che consentivano la rilevazione, non del contenuto, ma della modalità espressiva (tono di voce, linguaggio del corpo, frequenza delle interazioni e soggetti delle interazioni) i ricercatori hanno individuato dei fattori che possono essere considerati delle costanti nei team di successo.

team di successo

Che cosa è emerso dall’analisi?
Che i team di successo possiedono determinate caratteristiche:

  1. Ogni membro del team non monopolizza la conversazione: parla e ascolta approssimativamente in uguale misura. I contributi che vengono forniti sono brevi e espressi senza aggressività.
  2. I membri del gruppo quando si interfacciano direttamente tra loro lo fanno in modo vigoroso.
  3. I membri interagiscono direttamente tra loro, non solo con il leader della squadra.
  4. I membri si scambiano continuamente informazioni anche utilizzando canali non ufficiali o sfruttando la tecnologia (backchannel).
  5. I membri escono periodicamente dal gruppo per andare ad esplorare ciò che accade in altri contesti e socializzare con gli altri le informazioni raccolte.

L’aspetto interessante riguarda la constatazione che fattori come gli aspetti cognitivi individuali ed il talento del singolo contribuiscono al successo del team molto meno di quanto ci si potrebbe aspettare. Immagino che questo possa essere un duro colpo per alcuni responsabili, ma allo stesso tempo offre un punto di osservazione interessante e poco sfruttato. La ricerca infatti si è spinta in profondità ed ha analizzato dettagli impressionanti.
Nello specifico, secondo i ricercatori, il 35% delle variazioni nelle prestazioni di una squadra può essere delineato semplicemente valutando il numero di scambi faccia a faccia tra i membri del team (con buona pace dei grafomani che incentivano l’uso delle email). Sempre secondo la ricerca esisterebbe un numero ideale di interazioni, che come un condimento in una ricetta, non deve essere né scarso, né abbondante. Inoltre solo la metà del tempo è dedicata alla comunicazione nei confronti di tutto il gruppo e quando questo accade, come in una riunione, le persone non monopolizzano il tempo, ma lo usano in modo efficiente. L’altra metà del tempo è dedicata alla conversazione one to one, che si riduce in scambi comunicativi brevi.
Con queste riflessioni provate ora ad osservare come comunica il vostro team, questa volta senza soffermarvi sulla fortuna o sfortuna di avere determinati collaboratori o colleghi. Provate ad analizzare le dinamiche comunicative e ad agire nei punti di criticità (eccesso di comunicazioni centrate sul leader, esclusione di alcuni membri del gruppo dal flusso comunicativo ecc.).

Godetevi questa bella notizia dal momento che sui processi comunicativi si può lavorare, sul DNA delle persone no.